ACCOGLIMENTO TACITO SOLO SE L'ISTRUTTORIA È COMPLETA

LA DOMANDA Nel 1981 realizza abusivamente - in un Comune della Campania - una struttura di circa 300 metri quadrati per adibirla a ristorante. Poi, beneficiando della legge 47/1985, nel 1986 presenta istanza per ottenere la concessione edilizia a sanatoria. Negli anni successivi, dal 1991 al 2003, realizza una serie di interventi di ristrutturazione, ampliamento e sopraelevazione, tutti regolarmente assentiti previa presentazione di progetto e acquisizione dei relativi permessi di costruire da parte del Comune, culminati, infine, con il rilascio dell'agibilità dell'intera struttura. Il Comune, a distanza di oltre trent'anni dall'originaria istanza del 1986, chiede il perfezionamento della pratica di condono minacciando di revocare, in autotutela, tutti i permessi (e l'agibilità) finora rilasciati, nonostante l'effettuazione dei successivi interventi di ristrutturazione regolarmente autorizzati. La richiesta formulata è legittima? Come mi devo comportare?

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