I buoni fruttiferi postali e la riscossione degli eredi

LA DOMANDA Dieci anni fa due figli sottoscrissero, con il loro padre vedovo, alcuni buoni fruttiferi postali. Poco dopo, il padre morì senza testamento. I due figli, unici eredi, presentarono denuncia di successione, senza indicare i buoni perché irrilevanti sull'imposta dovuta. Per i buoni arrivati a maturazione, con un valore finale totale di 100mila euro, fu prevista in contratto la riscossione disgiunta da parte dei cointestatari superstiti e degli eredi, in caso di morte, sollevando Poste Italiane da ogni responsabilità in merito. Si vorrebbe conoscere da quali altre responsabilità e nei confronti di chi si ritiene ora investita Poste Italiane, tanto da negare a loro, unici eredi, la riscossione, anche congiunta, e pretendendo invece una nuova altra denuncia di successione comprensiva di tali buoni, accompagnata pure da allegati (ripetitivi e inutili perché già acquisiti dall'agenzia delle Entrate: atto di morte e notorio). Ci sono casi analoghi approdati in sede giudiziaria, in cui sia emerso il torto di Poste Italiane?

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