Civile

Una serie di atti illegittimi non è sempre mobbing

di Giampiero Falasca

Una successione di constatazioni e provvedimenti disciplinari non costituisce indice automatico di una condotta persecutoria del datore di lavoro, nemmeno nel caso in cui questi provvedimenti si siano rivelati, a seguito di una procedura di impugnazione, illegittimi. Affinché questi comportamenti possano costituire indice di una condotta assimilabile al mobbing, infatti, è necessario ottenere la prova concreta della finalità persecutoria. Con questo principio, la Corte di cassazione (ordinanza 22288/2019) ha concluso la controversia promossa da ...


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