Cointestatario morto: sanzione se si apre la cassetta

LA DOMANDA Un soggetto (ex insegnante, in pensione), dopo la morte dell'unico figlio per malattia, al fine di verificare se quest'ultimo, prima del decesso, avesse depositato un testamento o comunque uno scritto in una cassetta di sicurezza cointestata a lui e al padre medesimo, ha aperto la cassetta. Siamo quindi in presenza di dichiarazione mendace da parte del padre all'istituto di credito, fatta però in buona fede: il padre, infatti, afferma che la cassetta era da tempo vuota e riteneva, erroneamente, che, essendo lui uno dei due cointestatari, potesse avere accesso pur essendo deceduto il figlio. L'agenzia delle Entrate farà una segnalazione alla Procura della repubblica per falsa dichiarazione: è un atto dovuto o l'istituto avrebbe discrezionalità in merito? Cosa rischia il soggetto?

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