Opere difformi all'appalto: risponde l'amministratore

LA DOMANDA La proprietaria dell’attico ha modificato abusivamente, approfittando di un primo appalto, i cornicioni sui muri perimetrali della propria abitazione, alterandone il decoro architettonico e la spesa è stata compensata dall'amministratore con una analoga per i lavori ai piani bassi del condominio, ineseguiti nonostante fossero a capitolato giudiziario. Dalla relazione di fine lavori del direttore si è scoperto, dopo oltre sei mesi, che anche con l’ultimo appalto sono stati eseguiti interventi extra contratto, sempre su muri portanti della zona attico, per oltre 9.000 euro. Il regolamento di condominio, nel caso di “modifiche di cose comuni”, prevede la tassativa autorizzazione preventiva dell’assemblea e, in mancanza, la riduzione in pristino, oltre al risarcimento danni. Del primo abuso l’assemblea non ha approvato, né riduzione in pristino, né alcun risarcimento. Qual è il comportamento da tenere data la reiterazione dell’abuso?

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